Cappella Sansevero a Napoli

Una delle città più note e belle della penisola italiana è sicuramente Napoli, per le sue bellezze ambientali, e per la sua rilevanza storica.La città sorge al centro dell’omonimo golfo, dominato dal suggestivo massiccio vulcanico Vesuvio, ed è ritenuta una delle città con maggiore densità di risorse culturali e monumenti del mondo, a partire dal suo centro storico, caratterizzato da molti stili architettonici.

Visitata da turisti di tutto il mondo, Napoli propone, nelle vicinanze di Piazza San Domenico Maggiore, una delle più storiche della città, un edificio di grandissima importanza culturale, la Cappella di San Severo. Sulle origini di questa struttura, comprendente un sola navata rettangolare, vi sono molte leggende, ma si sa per certo che agli inizi del 1600 fu ampliata per ordine di Alessandro Sansevero, che voleva renderla degna di accogliere le spoglie della sua famiglia, e che vi depose una lapide marmorea che lo testimonia all’entrata.

La cappella è un concentrato di opere di rara bellezza, tra cui il “Cristo Velato”, risalente al 1753. Questa opera di Giuseppe Sanmartino è posizionata al centro della navata, e la sua suggestività è data dalla precisione con cui è stato scolpito il velo che ricopre il corpo del Cristo. Proprio su questo dettaglio dell’opera vi è molto mistero, infatti molti esperti affermano che sia stato impossibile da creare con un tale realismo, e probabilmente si tratta di una velatura trattata con un sistema alchemico che l’ha pietrificata.

La scultura del Cristo è colma di dettagli curati con una minuziosità certosina, a partire dalla vena gonfia sulla fronte, alla trafittura dei chiodi su mani e piedi, al costato scavato e agli oggetti che ricordano la passione, posti ai piedi del Cristo stesso. Tra i moltissimi estimatori di quest’opera si ricorda Antonio Canova, il quale affermò che sarebbe stato pronto a rinunciare a dieci anni della sua vita, pur di essere lui l’autore di cotanta bellezza.

La cappella, però, offre moltissime altre opere, alcune create con questa splendida velatura, tuttora a molti misteriosa, tra cui il monumento dedicato a Cecilia Gaetani, chiamato la Pudicizia. A rendere ancor più emozionante la visita a questa splendida cappella è la presenza di quella che viene chiamata “Cavea sotterranea”.

Questa stanza ospita i corpi di un uomo e di una donna, ritrovati completamente rivestiti del loro sistema venoso e arterioso, nonchè di svariati organi.

La tradizione vuole che essi siano persone morte accidentalmente, a cui venne inoculata una sostanza sconosciuta, capace di “metallizzare” le vene, le arterie e gli organi. A Napoli c’è moltissimo da visitare, ma di certo non si può non trascorrere una giornata a visitare questa struttura!

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