Procreazione medicalmente assistita: come, quando e perché

Inseminazione artificiale: quando si fa riferimento alle tecniche ed ai metodi scientifici esterni – ovvero assistiti – per ottenere una gravidanza? Quali sono le tecniche di fecondazione? Omologa ed eterologa, ecco cosa cambia

Infertilità di coppia: un problema diffuso della società moderna

Uno dei passi che viene spesso naturale compiere successivamente alla creazione di una coppia – con convivenza o matrimonio, sia esso civile o anche religioso – è il desiderio di formare una famiglia e, quindi, il tentativo di procreare. La procreazione, che un tempo era cosa abbastanza semplice, al giorno d’oggi è invece ostacolata da una serie di fattori che possono influire, in maniera più o meno efficace, in merito alla capacità di inseminare da parte dell’uomo o di essere fecondata da parte della donna.

Detta così potrebbe essere considerata un po’ crudele la questione, ma in realtà bisogna comunque ricordare che purtroppo al giorno d’oggi, in una società che si definisce moderna, questa modernità potrebbe conoscere i suoi pro e contro, i suoi vantaggi ed i suoi svantaggi in merito alla fertilità di una coppia. Abbiamo anticipato che un tempo – viene in mente un tempo specifico, che risale almeno ad una trentina di anni fa – avere dei figli attraverso rapporti naturali, spontanei e mirati era cosa abbastanza semplice.

Sembrerebbe, ad una prima analisi, che le coppie di un tempo non conoscessero problemi come l’infertilità, ma è pur vero che quest’ultima può dipendere da fattori diversi e svariati, non ultimo il fattore fondamentale legato all’età della donna. Infatti, un tempo ci si sposava in età abbastanza giovane, e pertanto era molto più semplice che, avendo dei rapporti intimi mirati e consecutivi, fosse più facile avere un figlio.

Oggi, complice la crisi economica e lavorativa, ci si sposa sempre più tardi e chiaramente la capacità di accogliere il seme maschile non aspetta che la coppia abbia una stabilità finanziaria o lavorativa. Se è vero che l’età in cui si decide di avere un figlio si è spostata di molto in avanti, ciò non è lo stesso per l’età fertile della donna, che rimane sempre identica a quella di un tempo.

Questi fattori possono influire, insieme a molti altri fattori specifici – pensiamo anche allo stress della quotidianità – nella capacità di procreare di una coppia, che talvolta può avere l’esigenza di fare riferimento ad una tecnica, che è quella della procreazione medicalmente assistita, anche nota come PMA.

Come risolvere il problema dell’infertilità: la PMA e la fecondazione, omologa ed eterologa

La procreazione medicalmente assistita fa riferimento ad una serie di tecniche e metodi per il raggiungimento di una gravidanza : una coppia che affronta un problema importante come quello di una conclamata infertilità – che viene definita tale solo dopo un periodo di almeno un anno con rapporti sessuali mirati e consecutivi – può infatti fare riferimento ad un centro specializzato nel trattamento delle problematiche legate all’infertilità di coppia.

E quindi può anche fare riferimento a metodi che possono essere un valido aiuto nel trattamento, come ad esempio la fecondazione assistita e l’inseminazione artificiale. In fondo, si tratta di termini che indicano lo stesso tipo di trattamento: attraverso la fecondazione assistita, la donna viene inseminata in maniera artificiale, attraverso l’uso di metodi differenti che possono variare a seconda del tipo di problema e della gravità della situazione.

Ad oggi, tra le tecniche di fecondazione assistita che possono portare al raggiungimento di una gravidanza si possono ricordare, ad esempio: la fecondazione omologa, attiva in Italia da molti anni, che fa uso dei gameti appartenenti alla coppia, ovvero sfrutta seme maschile e ovocita della donna della stessa coppia, senza l’uso di un donatore esterno; la fecondazione eterologa, invece, è un tipo di trattamento che fa uso dei gameti esterni e che, proprio per questo motivo e per situazioni etiche e morali, è utilizzabile in Italia solo da qualche anno.

Era infatti il 9 aprile 2014 quando la Corte Costituzionale, con una sentenza ad effetto – la numero 162 – definì incoercibile il diritto ad avere figli e dichiarò che tutte le coppie devono poter essere in condizioni di raggiungere l’agognato desiderio della gravidanza.

Il divieto di utilizzare la fecondazione eterologa –che fino a quel momento era stato messo in atto in Italia a causa della Legge 40/2004 che regolava proprio l’utilizzo di questo metodo – ha reso necessario, per le coppie infertili italiane, il riferimento a paesi stranieri, alimentando quel fenomeno che oggi è noto come turismo riproduttivo e che ha accompagnato molte coppie infertili nella scelta di una soluzione alternativa a quella italiana.

Scelta che peraltro è però stata molto costosa, non solo dal punto di vista economico ma anche sotto il profilo umano e sociale: oggi, grazie a quella sentenza, le coppie in Italia possono utilizzare la tecnica della fecondazione eterologa – con l’uso di gameti esterni, ovvero non appartenenti alla coppia e donati da parte di un donatore – per il raggiungimento di una gravidanza.

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