La depressione infantile è possibile o sono capricci?

Tutti i bambini fanno i capricci, è una cosa normale, ma quando questi atteggiamenti si ripetono a lungo, allora forse è bene capire di cosa si tratti. Potrebbero essere espressione di un disagio emotivo, che il bambino non riesce ad esprimere da solo.
La depressione è diventata una delle malattie più diffuse a livello mondiale. Ormai ne soffrono sia adulti che bambini. In quest’articolo ci soffermeremo sulla Depressione Infantile. Vedremo insieme come riconoscerla e come intervenire, per il benessere dei propri figli.

Genitori: una causa della Depressione Infantile?

Stando alle ultime ricerche scientifiche uno dei principali motivi di depressione nei bambini piccoli, dipende proprio dalla qualità della relazione tra madre e figlio. Secondo molti Psicologi, per prevenire malattie attinenti alla sfera emotiva è determinante stabilire un sereno rapporto tra adulto e bambino. Una buona comunicazione tra i due, sia in termini verbali, che fisici (abbracci, baci, coccole, ecc.), determina lo sviluppo affettivo del piccolo.

Attenzione a questi comportamenti!
Il bambino depresso tende ad avere determinati atteggiamenti, che non bisogna assolutamente sottovalutare. È bene, anzi, intervenire per evitare che la situazione si aggravi. La depressione Infantile può essere di lieve o di grave entità; molto dipende dalla compresenza di alcuni sintomi, come:

  • oscillazione del tono dell’umore;
  • pensieri tristi;
  • isolamento;
  • perdita di energie;
  • facile affaticabilità;
  • insonnia;
  • perdita dell’appetito;
  • rallentamento psico-motorio;
  • perdita di autostima;
  • difficoltà di concentrazione.

Da che età può manifestarsi la Depressione Infantile?

Solitamente si inizia a parlare di Depressione infantile a partire dai 2 anni, ma si possono osservare anche alcuni episodi depressivi tra 0 e i 2 anni. In questo caso si parla di Depressione “anaclitica”, uno stato emotivo in cui il bambino, dopo aver pianto invano, assume un comportamento di isolamento e di anaffettività. In questi rari casi si può verificare anche un ritardo nella deambulazione, nello sviluppo del linguaggio e nel controllo sfinterico.

La Psicoterapia ed il gioco come valido AIUTO alla Depressione Infantile

Il bambino che soffre di Depressione Infantile, ha serie difficoltà nel verbalizzare e nel comunicare il proprio stato emotivo; non sa riconoscere le emozioni contrastanti che sente dentro di sé. Proprio per questo è fondamentale aiutare il piccolo a parlare dei propri sentimenti, ad esprimere la propria rabbia, la propria gioia, la propria paura o tristezza.

Determinante è la prevenzione svolta dai genitori, familiari ed insegnanti, che, vivendo a stretto contatto con il piccolo, possono riconoscere, per primi, i sintomi ed intervenire in modo tempestivo ed adeguato.

In questi casi, è bene rivolgersi ad uno Psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico, in modo da seguire un percorso rivolto sia al bambino che alla famiglia.

Lo psicologo, grazie al gioco, all’arteterapia e al disegno, stimola il bambino ad esprimere i propri desideri, le proprie paure, le proprie fantasie o le proprie esperienze dolorose.
Una volta individuati i blocchi emotivi, lo Psicologo passa al processo di elaborazione e di rimozione. Il tutto sempre corredato dal gioco e dal divertimento.
Il percorso terapeutico è rivolto a tutto il contesto familiare. È bene modificare ciò che risulta disfunzionale al piccolo, per un corretto processo, in futuro, di separazione e di individuazione.
I risultati di un trattamento psicoterapeutico sono sicuri e duraturi, perché le modificazioni cognitive, emotive e comportamentali, sono più rapide nei bambini, che negli adulti.

I bambini non sanno cosa sia la Depressione Infantile, Tu genitore puoi prevenirla!

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.